... continuiamo la saga amorosa.
Dicevo che a 16 anni, capita l'importanza tuberica(la patata), ho smesso di correre appresso al ragazzetto di turno che mi sconvolgeva l'ormone.
Come direbbe qualcuno: ho iniziato a tirarmela, sìssìgnore!
Anni di "No" alle mie richieste di "Ti vuoi mettere insieme a me?" fatte a perfetti sconosciuti avevano lasciato il segno e ho deciso che sì, qualcuno
doveva pagarla.
Questo perchè nessuno di carino e interessante, fino al momento della mia rinascita in fatto di look, avesse capito che la frangetta copribrufoli, il viso smunto e la maglietta xxxxl si sarebbero trasformate in un mix decisamente migliore.
La prima vittima fu Gabriele:
Mi moriva dietro.
Io non facevo altro che ripetergli che era il mio migliore amico.
Lui sperava sempre, ma non si dichiarava mai apertamente.
Mi presentò sua madre, calda donna napoletana che mi vedeva già sua nuora e mi tempestava di attenzioni (devo dire che faccio sempre questo effetto alle
mamme degli altri..)
Mi invitava a casa sua, per aiutarmi a fare i progetti di disegno tecnico quando io ero molto più brava di lui (io ero una secchiona).
Un giorno mi disse: "Devo chiederti una cosa importante".. e nella tasca stringeva qualcosa.
Ho pensato ad un anello, lo ammetto.
E ovviamente avrei preferito essere al mercato rionale ad urlare alle passanti di guardare che belle triglie esposte.
Iniziò una dura lotta con me che diceva "ma no, non voglio niente.. non ti scomodare"
Lui "Ma lo faccio con il cuore, dimmi che accetti il mio regalo."
Io "Ma no gabri davvero, avrai speso dei soldi per questo regalo non mi va di sapere che hai speso dei soldi" IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII il rumore di me che mi arrampicavo sugli specchi l'ha sentito anche mia nonna in puglia quel pomeriggio.
Finchè inizia una lotta fisica.
Io scappo e lui mi rincorre.
Alla fine, affranta e rassegnata cedo.
Dammi sto regalo.
Chiudi gli occhi.
Okay.
Paura, terrore.
Apro gli occhi.
Una tessera magnetica sulla mia mano.
Non capisco.
"Che strano anello" penso.
Lui "Hai capito cos'è?"
"mmmm noooo... " ancora con il terrore.
"E' una tessera abbonamento del Milan, un mio amico me l'ha prestata perchè non ci può andare. Domenica vuoi venire allo stadio con me?"
Mavvaffancu..
"Oh Gabri, mio padre non vuole, ma grazie lo stesso"
Mi portò al bowling, al minigolf, mi accompagnava e mi prendeva da scuola con lo scooter.
Fu il mio maggiordomo/dama di compagnia per diversi mesi, finchè non iniziò a fare il geloso, e lo scaricai togliendogli il saluto, da un giorno all'altro.
E non mi avvicinai mai a lui ad una distanza inferiore ai 40 cm.
Fu poi la volta di Marco.
Però la storia di Marco, per quanto infantile, mi fa ancora male.
Marco era un ragazzo strano.
Era stato bocciato e me lo ritrovai in classe.
Non parlava con nessuno.
Io lo prendevo per il culo abbondantemente, di nascosto.
Finchè un bel giorno lui iniziò a prendermi molto in giro, ma tanto.
Roba che mancava che mi tirasse le trecce.
Infatti pensavo di stargli parecchio sulle scatole.
Poi fece uno sbaglio: confidò alla mia amica, con la promessa di non dire nulla, che io gli piacevo.
Il tempo di girarsi e venire da me a dirmi "Wasppeee, andiamo al bar a prenderci la merenda?"
E sottovoce "Marco ti viene dietro"
Abbiamo iniziato a conoscerci, abbiamo scommesso non ricordo su cosa e io persi.
La mia punizione fu baciarlo.
Talmente punizione da farla durare più di un'ora (si lo ammetto.. mi piacque)
Si creò un rapporto molto speciale, io consideravo il bacio una scommessa, un pò forse mi piaceva, lui era letteralmente COTTO.
Giocavamo così.
Durò quasi un anno la nostra amicizia, in mezzo altri due episodi "hot" e il mio hot di quei tempi erano pomiciate infinite,finchè lui mi disse che gli piaceva un'altra.
Sparì per qualche tempo, poi dopo un paio di mesi riprendemmo i rapporti.
Mi venne a prendere a scuola (poi lui aveva cambiato scuola), mi portò a casa e mi disse che il sabato sera andava a ballare in una certa discoteca.
Io risposi che anche il ragazzo che frequentavo (cioè visto una volta una) ci andava.
Lui mi disse "ah. frequenti un ragazzo?"
Io "Sì!"
Lui "ok, non abbiamo niente da dirci. Ciao. Non mi cercare più"
Capii che si era allontanato perchè soffriva troppo, non per un'altra.
Giuro non l'ho mai più VISTO.
E' sparito!!!!
Numero telefono cambiato, i suoi amici non mi dicevano niente.
Ci rimasi molto molto male.
Vabbè questo rientra forse negli insuccessi..
Pochi mesi dopo fu la volta di Alessandro, mio compagno di classe.
Alessandro era stato insieme ad una ragazza per 7 mesi, cosa allora considerata un record.
Quindi lui dopo questa storia "lunga" voleva divertirsi.
Iniziò una frequentazione molto assidua.
Interi pomeriggi a pomiciare, addirittura bigiavamo la scuola per pomiciare anche di mattina.
Durò l'intero anno scolastico.
Lui era perso, io anche, ma lui non voleva impegnarsi e faceva il citrullo con altri nostri compagni.
Parlavano di ragazze, io li sentivo spesso e lui diceva che tanto lui non era fidanzato, organizzava uscite a 4..
Ahsì?
Gliela feci pagare.
Chiamai un ragazzo che avevo conosciuto al mare, e lo vidi un paio di volte, portandomi dietro una nostra compagna.
Lei era una che non usciva mai, allora ste uscite le parevano oro, e ne parlava in continuazione.
Cosa che io volevo.
Ale, venne inevitabilmente a sapere della cosa, e non mi parlò più.
Lo chiamai a casa, visto che mi sbatteva il cellulare in faccia e mi disse che ero una stronza.
Alla mia obiezione sul fatto che non fossimo fidanzati mi rispose "parole, parole, parole" canticchiando.
Quell'anno fu bocciato e l'anno successivo lo trovai rilassato con molte storielle in ballo e faceva il superiore, non salutandomi.
Lo bloccai un giorno sul ballatoio di scuola, tempo di sbattere un pò gli occhi e due battute ed era nuovamente ai miei perfidi piedi.
La sua infatuazione durò molti anni, anche dopo lasciata con il mio ex, lo chiamai e fu subito disponibile.
Non accadde niente oltre alle pomiciate, volevo precisarlo.
Dopo arrivarono Gianni, Flavio, Giuseppe... molti anni dopo, tutte persone che usavo.
Questi, come Gabriele, non ebbero da me nulla se non molta amicizia e tanta allegria.
Loro mi assecondavano sempre, si offrivano volontari per qualunque mio capriccio, sperando in qualcosa in più..
Ma io ridevo e ridevo e me ne andavo sempre..
Si parla di molto tempo fa, adesso se dovessi tornare single vorrei precisare che farò molto molto peggio.
L'incontro/scontro con il mio eroe alla prossima puntata che intitolerò "Non canto, non canto.. sì canto"
Girl power!